Sydney ti entra dentro piano, con la naturalezza di un’onda che si infrange su Bondi Beach.
Quando una città gestisce i propri ritmi così bene, finisci per scrivere poco. Non perché manchi il materiale, ma perché a Sydney succede la cosa più straordinaria di tutte: succede la vita. Quella quotidiana, semplice, a cui ti adatti così in fretta da ritrovarti a pensare: "Qui ci potrei vivere davvero. E sarebbe una figata".
L'Australia Day e la magia della Baia
Siamo arrivati il 25 gennaio e il giorno dopo era già Australia Day. Il jet lag ci ha stesi nel pomeriggio, ma siamo riusciti a resistere per i fuochi d’artificio della sera. Per un pelo non siamo rimasti bloccati dentro i Giardini Botanici: i parchi chiudono presto, e quella sera ancora prima per i festeggiamenti. Un piccolo brivido, poi la magia: i concerti sul Circular Quay e l’Opera House illuminata da colori incredibili proiettati sulle sue vele.
A Ginevra non fanno più i fuochi per preservare il benessere degli animali, e lo capisco profondamente, ma una volta all’anno è un incanto a cui non riesco a dire di no.
Dall'acqua a Bondi: l'emozione di un'alba
Il modo migliore per vedere Sydney è dall'acqua, quindi il traghetto è d'obbligo. La città ti scorre davanti con una naturalezza disarmante, come se fosse sempre stata lì ad aspettarti.
Poi c’è Bondi. Abbiamo fatto la passeggiata da Coogee a Bondi all’alba — avere due bambini che ti svegliano alle sei del mattino ogni tanto aiuta! Le prime luci del giorno, i runner ovunque, l’oceano infinito: una camminata mozzafiato. Ci siamo portati il passeggino pieghevole e, nonostante le tante scale, senza non ce l’avremmo mai fatta. Ari era troppo stanco per camminare tutto il tempo, e rinunciare non era un’opzione.
Vedere la piscina di Bondi dall’alto — quella foto iconica che ho pensato mille volte di comprare per il salotto — è stato emozionante. Ora so che quella foto, prima o poi, la appenderò davvero. Ma sarà la mia.
Una città che ti contagia
Sydney mi fa venire voglia di trasferirmi lontano da tutti. È bella perché è reale. Tutti fanno sport, a ogni ora e ti invita a farlo! Vedere gente che corre ovunque ti contagia, ti fa desiderare uno stile di vita ancora più sano. E poi il clima: sempre mite, sempre luminoso.
Offre tutto: musei, spiagge, parchi gioco bellissimi con percorsi d’acqua da modificare che i bambini hanno amato alla follia. Avevamo pianificato una gita alle Blue Mountains, ma l’ho cancellata: la città era troppo bella da vivere.
Siamo stati invece a Featherdale, un parco di recupero animali selvatici anziché lo zoo. Abbiamo accarezzato i koala e dato da mangiare ai canguri e a quelli che io ho chiamato “i canguri baby”: piccoli marsupiali che sembravano proprio canguri in miniatura. Abbiamo visto casuari, emu, wombat, quokka, dingo e wallaby (tutte parole che l’autocorrettore continua a sottolineare in rosso!). E poi i serpenti che Axel ama tanto: abbiamo visto un pitone che mangiava un topo bianco. Impressionante osservare con quanta fatica si mangia per sopravvivere.
Sognando di vivere a Barangaroo
Sydney ti fa sognare a occhi aperti. Abbiamo immaginato di vivere in un appartamento a Barangaroo: correre la mattina, lavorare poche ore, avere tutto a due passi. Mi è venuto da pensare: e se mandassi davvero qualche application?
Abbiamo visitato anche l’Opera House. Maestosa e indimenticabile fuori, un po’ meno dentro. È un bel teatro, ma il tour non era come me lo aspettavo: speravo di vedere i camerini, il dietro le quinte, invece eravamo semplici spettatori.
Vivere a Londra mi faceva sentire viva, e Sydney mi ha ricordato Londra e ha risvegliato questa sensazione dentro di me. Ma Sydney é più solare, più pulita, più sana. Appunto ciò che mi mancava vivendo a Londra. Dal punto di vista culturale mi sembra anche una città ricca, dedita a preservare la sua cultura aborigena e che investe in attività culturali, eventi e spettacoli che tanto mi mancano a Ginevra.
Avrei voluto passare un mese, o un anno, qui. Me ne vado con l'idea di tornare e spingerci verso la Gold Coast e la Grande Barriera Corallina. Sydney non ti urla addosso. Ti entra dentro piano. E quando te ne vai, ti rimane addosso come una possibilità.
Sydney con i bambini: i miei consigli pratici
Viaggiare con i piccoli richiede spirito di adattamento, ma Sydney è una delle città più "family-friendly" che abbia mai visitato. Ecco cosa abbiamo imparato durante il nostro viaggio:
Passeggino sì, ma leggero: Per la camminata Coogee-Bondi, il passeggino è fondamentale se i bambini si stancano (come il nostro Ari), ma preparatevi alle scale. Portate un modello pieghevole e leggero: dovrete chiuderlo e sollevarlo in diversi punti, ma la vista ripaga ogni fatica.
Sfruttate il Jet Lag: Se i vostri figli vi svegliano alle 5 o alle 6 del mattino, non disperate. È il momento perfetto per vedere l'alba sull'oceano e fare le passeggiate costiere prima che arrivi il caldo e la folla dei runner. Qui la vita si svolge presto!
Parchi gioco con acqua: A Sydney i parchi non sono semplici scivoli. Molti hanno percorsi d'acqua incredibili dove i bambini possono giocare con dighe e flussi. Il consiglio: portate sempre un cambio completo nello zaino, perché è impossibile resistere al richiamo dell'acqua!
Incontri ravvicinati a Featherdale: Se volete un’esperienza più intima e meno dispersiva dei grandi zoo, il Featherdale Wildlife Park è perfetto. È un centro di recupero dove si impara il rispetto per la fauna australiana. I bambini vedranno dal vivo tutto quello che finora hanno visto solo nei libri (serpenti inclusi!).
Traghetti come giostre: Non serve spendere una fortuna in crociere turistiche. I traghetti pubblici sono efficienti, economici e per i bambini sono un'avventura elettrizzante. Sedetevi all'aperto per godervi il vento e il panorama.

































































